
Mercoledì 11 novembre, ore 18
Unione culturale Franco Antonicelli
Via Cesare Battisti 4b
In tempi in cui la guerra sembra tornata a essere un orizzonte «normale» della politica, Le parole della guerra mostra come il primo campo di battaglia non è il fronte, ma il linguaggio. Valentina Pazé indaga come termini apparentemente non controversi – democrazia, difesa, genocidio, diritto, diserzione – vengano stiracchiati, rovesciati, svuotati, fino a trasformarsi in armi di manipolazione delle coscienze.
Dall’Atene di Tucidide e di Euripide fino alla Gaza assediata e alla guerra in Ucraina, il libro intreccia filosofia politica, diritto internazionale, storia antica e cronaca dell’oggi. Ne nasce un affresco inquietante: le democrazie che esportano con le bombe i propri valori; la retorica dell’«autodifesa» usata per giustificare massacri indiscriminati; la categoria di genocidio amputata e sacralizzata; l’ordine liberale che rivela il suo volto selettivo e classista.
Nell’era del riarmo, del nucleare e dell’IA, l’uso critico delle parole diventa, dunque, una forma concreta di resistenza, uno spazio di riflessione per chi non intende rassegnarsi al linguaggio della «guerra giusta».
Dialogano con l’autrice Dunia Astrologo e Daniele Gorgone.
In collaborazione con Assemblea Scuola, Scuola per la Pace e USB Scuola.

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