I bianchi e gli altri

Immagini e suoni oltre la linea del colore

20, 21, 22 giugno ore 19

Polo del ’900

(Palazzo San Daniele, via del Carmine 14 – TO)

Nel 1903, uno dei primi teorici della liberazione dei neri americani W.E.B. DuBois elaborò il concetto di “linea del colore” per definire la barriera razziale che, nonostante l’abolizione dello schiavismo, continuava a dividere la società americana in bianchi e non. Se per DuBois “il problema del Ventesimo secolo è la linea del colore”, nel Ventunesimo secolo il razzismo resta un problema irrisolto. Oggi in Europa, sulla spinta dei grandi movimenti migratori che muovono dall’Africa e da vaste aree del Medio Oriente, la sfida alla convivenza tra popoli di provenienza diversa si pone ancora, aggravata da conflitti religiosi.

Dopo la lecture di Igiaba Scego, tenutasi in occasione dell’inaugurazione del Polo del ’900, la riflessione su “I bianchi e gli altri” prosegue con un ciclo di tre incontri per esplorare i modi in cui le arti possono spingerci oltre la linea del colore. Il ciclo “I bianchi e gli altri” è organizzato in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato (voluta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il 20 giugno) e nell’ambito del progetto Liberazioni coordinato dall’Unione culturale Franco Antonicelli per il Polo del ’900.

L’iniziativa si sviluppa attorno a uno degli assi tematici che strutturano il percorso espositivo della mostra Lungo un secolo. Oppressioni e liberazioni nel Novecento allestita fino al novembre 2016 presso il Polo del ’900 (Palazzo San Daniele, via del Carmine 14 – info: www.museodiffusotorino.it; www.facebook.com/lungounsecolo2016; tel.: 011 01120780).

PROGRAMMA:

Lunedì 20 giugno ore 19

Sala didattica

Sconfinanti. Il cinema dei fratelli De Serio

A Torino, come in altre grandi città, vivono sempre più numerose comunità di migranti che hanno arricchito l’orizzonte culturale e sociale di quartieri, mercati, scuole e luoghi di aggregazione della città con una forza e una creatività sempre maggiore. Partendo dalle periferie di Torino, Gianluca e Massimiliano De Serio si sono messi in relazione con persone provenienti da culture diverse attraverso opere artistiche e attività laboratoriali da loro organizzate: cinema, teatro, installazioni, incontri… altrettante declinazioni di un cinema che è mezzo per confrontarsi con l’altro e con l’altrove, contaminando sguardi e linguaggi. Durante l’incontro verranno proiettate alcune delle opere dei due autori.
Incontro organizzato in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato in collaborazione con il cineforum “Un Passo al cinema” de Il Passo Social Point di via Nomaglio 6 sostenuto dalla Diaconia Valdese.

Gianluca e Massimiliano De Serio, gemelli, sono nati a Torino nel 1978 e lavorano insieme come registi dal 1999. Da allora, hanno prodotto numerosi film brevi e documentari selezionati nei più importanti festival di cinema nazionali e internazionali, dove si sono aggiudicati molti premi. Hanno esposto in mostre personali e collettive (Documenta, Manifesta, Triennale di Torino, MAXXI, ecc). Hanno esordito nel lungometraggio per il cinema nel 2011 con Sette opere di misericordia, presentato nel concorso internazionale del Festival del Film di Locarno e nominato per il Nastro d’Argento per miglior film d’esordio, per miglior suono e per il miglior attore protagonista. Il loro ultimo film è il lungometraggio documentario I ricordi del fiume, selezionato nel Fuori Concorso ufficiale della 72a Mostra del Cinema di Venezia e nella competizione principale del Vision du réel di Nyon 2016. Hanno inoltre fondato nel 2012 Il Piccolo Cinema, Società di mutuo soccorso cinematografico, che ha sede a Torino in via Cavagnolo 7.

Martedì 21 giugno ore 19

Sala didattica

Tenere traccia

Nel Sud della Tunisia, da anni, un uomo di nome Mohsen raccoglie ciò che trova lungo il litorale. Questi scarti, questi resti vanno a formare pian piano una mappa del Mediterraneo e delle leggi che lo governano: che cosa si tiene, che cosa si butta? Che cosa, chi va perduto per sempre?
La tragedia delle migrazioni affiora in questo mare e Mohsen ne tiene traccia.
Il Museo della Memoria del Mare, creato su un terreno di sua proprietà, racconta di queste contraddizioni. Lo fa in modo poetico, anche se arrabbiato: oppone l’arte, la lievità, la compassione alla disperazione.
L’incontro si propone di guardare al museo come a un prisma attraverso cui leggere le dinamiche delle migrazioni contemporanee, fuori dalla retorica dell’emergenza attraverso tre sguardi:

Anna Chiara Cimoli, museologa e curatrice di una mostra sul lavoro di Mohsen esposta in varie città europee, aprirà una riflessione sulle rappresentazioni delle migrazioni, sui loro linguaggi e sulle loro sfide;

Irene Dionisio, regista e artista, partirà dal suo film Sponde. Nel sicuro sole del Nord (2015), in cui la prospettiva di Mohsen si intreccia con quella di un prezioso interlocutore a distanza, il custode del cimitero di Lampedusa Vincenzo Lombardo, come in una corrispondenza d’altri tempi, più che mai contemporanea;

il fotografo Mattia Insolera parlerà del suo libro 6th Continent (Neverland, 2015) che inserisce il Museo della Memoria del Mare entro una ricerca appassionata sulle sponde del Mediterraneo.

Mercoledì 22 giugno ore 19

Sala 900

Concerto dei Bay Fall Negro

I Bay Fall Negro sono una band di recente formazione composta da cinque musicisti con background musicali di tipo diverso. Il progetto nasce da un’idea di Magatte Dieng, percussionista senegalese attivo nell’area torinese da molti anni e fondatore dell’associazione Tamra. A partire da ritmiche e melodie tipiche dell’Africa Occidentale, i Bay Fall Negro hanno dato vita a brani che mescolano afro-beat, funk, jazz e musica elettronica per un risultato che supera ogni rigida etichetta. Più che un concerto l’esibizione sarà un vero e proprio viaggio che, dalle strade di Dakar, approderà sulle piazze dell’Europa. Nelle canzoni meticce dei Bay Fall Negro, gli strumenti dialogano in modo sorprendente dando vita a parentesi di godibile improvvisazione strumentale.
La band è composta da:

Magatte Dieng – voce e percussioni
Giulio Tosatti – percussioni
Konstantin Gukov Borisovich – chitarra
Benedetto Degli Innocenti – basso, tastiere, effettistica
Davide Pignata – sax

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