L'Unione
culturale viene fondata nel giugno 1945 da un gruppo di intellettuali
antifascisti, con lo scopo di proporre occasioni di ricerca, di
studio e di riflessione sulla storia e la cultura italiana, rivolgendo
una particolare attenzione alla storia della resistenza e a quella
del movimento operaio. Figura chiave di questa prima fase di vita
dell'associazione è Franco Antonicelli, all'epoca presidente del
CLN regionale piemontese; con lui erano, fra gli altri, Norberto
Bobbio, Massimo Mila, Francesco Menzio, Giulio Einaudi, Cesare
Pavese. Importanti nei primi anni di attività soprattutto le iniziative
a carattere storico politico (in particolare i cicli Storia della
Resistenza e Storia della FIAT). Sul versante artistico ricordiamo
il ruolo svolto negli anni sessanta e settanta dal Teatro degli
Infernotti che porta a conoscenza del pubblico torinese alcuni
fra gli artisti più significativi del periodo: Carmelo Bene, il
Living Theatre, John Cage, eccetera. Nel 1974 muore Franco Antonicelli;
qualche anno dopo l'associazione rinnova il proprio statuto e
assume la denominazione "Unione culturale Franco Antonicelli".
Oggi l'attività continua a strutturarsi su più filoni tematici
con l'intento di coniugare l'aspetto didattico-divulgativo e l'approfondimento
critico delle questioni scelte. I filoni restano quelli della
storia, del dibattito sulla contemporaneità, delle arti, della
scienza e della scuola.