Dialoghi urbani

Foto: Gianpaolo Aghemo
Immagine: Gianpaolo Aghemo

Dialoghi Urbani – la rivista on line del gruppo Città & Territorio dell’Unione Culturale.

EDITORIALE DI NOVEMBRE

La comunicazione della trasformazione urbana

di Enrico Bettini

Sul fatto che la comunicazione dei processi di trasformazione della città sia appannaggio degli “Urban Center” penso non debbano esserci dubbi. Il tema, semmai, è quello della gestione e della strumentazione con cui raggiungere l’obiettivo dell’informazione / formazione della cittadinanza (“capillare e ordinaria”) e della sua perseguita partecipazione.

Altra cosa indubbia, credo, è l’intrecciarsi del tema dell’informazione con quello del “dibattito pubblico”.

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NEL NUMERO DI NOVEMBRE :

1) Torino – Commercio Moderno, gli estremi si toccano  (1a parte)

di Federico Boario

All’interno della Città Metropolitana di Torino la situazione economico-strutturale dell’apparato commerciale subirà delle variazioni dovute a due fenomeni contemporanei e sinergici: la diminuzione della popolazione, in particolare nella Città di Torino, e le variazioni che senza dubbio si avranno con l’assestarsi della Città Metropolitana nel suo complesso….

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2) Vicende Urbanistiche del ‘900 – Il Piano Regolatore Generale di Torino  (2a parte)

di Claudio Malacrino

Il Progetto Preliminare del PRG di Torino fu fortemente criticato dalle Associazioni Ambientaliste che si espressero a più riprese sia nel merito del PRG sia sulla sua legittimità. Su questo secondo aspetto, per la verità, anche l’Istituto Nazionale di Urbanistica del Piemonte e Valle D’Aosta (l’INU) mosse alcuni rilievi che furono affidati al parere legale redatto dall’Avvocato Piero Golinelli.

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3) Il Miracolo del Riuso (1a parte)

di Giovanni Campagnoli

Il nostro paese è passato, nel giro di pochi anni, da un’Italia formata da persone senza spazi, ad una realtà di spazi senza più persone. Si costruisce con una velocità di consumo del suolo di 8 metri quadrati al secondo

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NEL NUMERO DI OTTOBRE :

1 – Dibattito: L’ecosistema dei beni comuni come occasione di rigenerazione urbana

A partire da una definizione dei beni comuni come beni che non sono proprietà di nessuno, e che possono essere genericamente assimilabili ai beni primari non riproducibili (come ad esempio l’acqua, la terra, l’aria) possiamo sostenere che i beni comuni costituiscono, nel loro insieme, una sorta di ecosistema urbano che definisce la capacità della città di rispondere alle esigenze della collettività. Alcuni sostengono che ai beni comuni primari si possano aggiungere le risorse energetiche, la gestione e il ciclo dei rifiuti urbani, i sistemi sociali

intervengono:
Ugo Mattei, giurista – Giovanni Campagnoli, autore di Riusiamo l’Italia – Daniela Pennini, directrice de la Division Renouvellement Urbain – Ville de Tremblay- Parigi)
modera: Maurizio Pagliassotti

2- Circoscrizioni: la crisi della rappresentatività:

Ma le circoscrizioni servono ancora alla partecipazione ?La domanda non è provocatoria, l’efficacia del rapporto partecipativo tra i cittadini e le circoscrizioni su i problemi del territorio è più che mai aperto.Una breve cronistoria della nascita delle circoscrizioni e della loro evoluzione ci aiuterà a comprendere le persistenti situazioni di crisi.   All’inizio degli anni ’70, sulla spinta dei gravi problemi sociali dovuti alla forte immigrazione nelle città industriali, si formarono nei quartieri più disagiati gruppi di cittadini che, prima in ordine sparso, poi in modo sempre più organizzato, scoprirono il diritto di partecipare alla costruzione di una politica cittadina più attenta alle esigenze popolari.

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3- Vicende Urbanistiche del ‘900 – il PRG di Torino

Con questo primo articolo e con le “puntate” seguenti si offre una possibile ricostruzione di una fase “particolare” delle vicende urbanistiche italiane nell’ultimo ventennio del ‘900: il Piano Regolatore Generale di Torino.

  1. GLI ANNI ‘80- Per entrare nel clima culturale entro cui “nasce” il Piano Regolatore Generale di Torino suggeriamo, innanzitutto, una attenta “rivisitazione” del libro di Edoardo Salzano “La città sostenibile

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4- La forma urbana: sguardi e riflessioni- Il Laboratorio del  Cammino     

Uno spettro si aggira per la città: piccoli gruppi di cittadine e cittadini che camminano con il naso all’insù, osservano, si interrogano, fotografano, scrivono, disegnano. L’oggetto di indagine è la città, la sua storia, i suoi edifici, la sua “forma urbana”: camminando si cerca di dare consistenza, attraverso sguardi e parole, al proprio diritto alla città. Il fenomeno è abbastanza recente, ma la pratica del camminare….

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